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I sistemi di e-Identity non porteranno vantaggi
senza l’integrazione SOA
Un nuovo White Paper BEA invita le amministrazioni a considerare le e-ID come servizi e non come applicazioni
Milano, 9 novembre 2007 - BEA Systems (Nasdaq: BEAS), leader mondiale nel software d’infrastruttura applicativa, invita le pubbliche amministrazioni europee a non ignorare l’Architettura Service Oriented (SOA) durante la realizzazione di servizi e-ID, per garantire in futuro l’integrazione dei propri sistemi con quelli degli altri Paesi.
Secondo un nuovo White Paper di BEA, intitolato ‘Integrazione e-ID nei servizi eCitizen di prossima generazione’, la SOA permette alle amministrazioni di offrire servizi di e-government innovativi, come una visione condivisa dei servizi, accesso delle community a piattaforme legacy multiple attraverso i diversi dipartimenti amministrativi e, infine, la realizzazione di servizi di e-ID sicuri. I tool di Business Process Management (BPM) possono essere utilizzati per progettare, simulare e rendere operativi i servizi di eCitizen e definire quali asset IT esistenti possano essere implementati e su quali sia necessario investire. Inoltre, la SOA permette di creare servizi di e-government completi, interoperativi e basati su un giusto mix di nuove e vecchie infrastrutture IT.
A supporto di questo White Paper, Roger Dean, Executive Director, eema (l’associazione europea per e-Identity e sicurezza), ha dichiarato: “La risposta alle problematiche legate alla complessità di integrazione e alla convergenza, associata ai diversi servizi di e-government, sarà basata su una strategia di Service-Oriented Architecture. La SOA promette di integrare le e-Identity in applicazioni finora non collegate tra loro, basate su piattaforme aperte, garantendo la trasparenza richiesta”.
Suzannah Darlow, Director, Public Sector Marketing EMEA di BEA Systems, ha dichiarato: “E’ iniziata la terza fase di trasformazione nell’e-government. Spinte dalle aspettative dei cittadini sempre più alte, le amministrazioni si stanno trasformando per incrementare l’efficienza e offrire nuovi servizi attraverso i propri portali. L’Architettura Service-Oriented si basa su servizi esistenti ed elementi riutilizzabili che possono essere combinati in modo semplice e veloce come nuovi processi di business e applicazioni, per offrire servizi di e-ID agli utenti. Infine, BPM e SOA aprono la strada ai cambiamenti amministrativi, migliorando le interazioni tra i cittadini e aumentando l’efficienza del settore pubblico”.
Finora i cittadini sono stati identificati con un documento ufficiale, come il passaporto o la patente. Grazie all’e-ID, gli utenti possono essere riconosciuti con un documento digitale, come l’ePassport o le tessere di eNational Identity, che possono essere utilizzate per l’identificazione, l’autenticazione, la firma elettronica e l’archivio dati. La parte più importante dei dati legati all’identità è archiviata in database legacy con connessioni point-to-point. Inoltre, la sicurezza e l’affidabilità dei processi di autenticazione può cambiare e la sfida consiste nel mantenere le e-ID sempre aggiornate e sicure, anche in caso di furto o frode.
Il problema si presenta quando le amministrazioni interpretano l’implementazione di una strategia di e-ID come ‘applicazioni verticali’ per i propri cittadini – confondendo i significati e gli obiettivi dell’e-ID. Secondo il White Paper, l’obiettivo di questo progetto deve essere la realizzazione di servizi e-ID riutilizzabili. Non è più accettabile per i cittadini avere diversi strumenti di identificazione, come diverse password e numerose tessere di ID. BPM e SOA possono integrare l’implementazione e-ID come base del servizio, fornendo le modalità per condividere servizi e per garantire la trasparenza amministrativa.
Il White Paper BEA è disponibile all’indirizzo http://eu.bea.com/eid. Per maggiori informazioni sulle soluzioni Public Sector di BEA, visita il sito: www.bea.com/government.
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BEA Systems
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